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Tag Archives: registi

Radio Audience di Raffaele Totaro

Radio Audience efilm di Raffaele Totaro, prodotto da Marco Berti, in collaborazione con Winp Film e Spaghetti Bang Bang Grindhouse production.interpretato da Edoardo Ripoli, Alessandro Timpanaro, Andrea Balestri, Andrea Agresti, Massimo Antichi, Sergio Forconi, Giacomo Carolei, Adriano Davi, Chiara Nenciarini, Federico Castellani, Massimo “Loppa” Bianchi e Bracco, Massimo Di Stefano, Stefano Martinelli, Ciccio Toccafondi. L’opera in se risulta molto confusa, molti gli errori in fase di montaggio, scavalcamenti di campo e tagli inopportuni durante la fase di shooting, troppi attori secondari alle

LA PATENTE di Alessandro Palazzi

“La patente”, primo lungometraggio di Alessandro Palazzi, è un film che si stacca dal panorama italiano avvicinandosi più ad una commedia in stile britannico dal sapore sit-com, dove la sessualità e i rapporti umani travalicano gli schemi in modo comico e spiazzante, per nulla timorosi di uscire dai binari tradizionali. Sicuramente è centrale il tema della precarietà, visto l regista-sceneggiatore lavora sui luoghi comuni che formano la struttura delle più malandate odierne grandi città: dagli extra-comunitari che, nottetempo, si sostituiscono al self service alle

The Story of a Mother di Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale

20 mila euro di budget e un anno di lavorazione,  sono i numeri di The Story of a Mother, cortometraggio fanta-horror realizzato da Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale,  interamente girato  in Italia.Una madre veglia per tre giorni e tre notti il suo bambino gravemente ammalato, quando improvvisamente sente bussare un uomo alla sua porta, ma in quell’istante, senza che se ne sia resa conto, la donna lascia entrare in casa colei che “va più veloce del vento e non riporta mai quello che ha preso” dando così alla Morte il permesso di prendere suo figlio. Inzia così il corto (17 minuti circa) The Story of a Mother, per il quale i giovani filmmakers Alessandro De Vivo e Ivano Di Natale hanno tratto ispirazione dal racconto omonimo del 1847 di Hans Christian Andersen. La storia  si evolverà in un’avventura pericolosa e affascinante, dove rinuncia e conquista condivideranno lo stesso destino rosso sangue. L’abbondante uso di riprese in CGI, unite ad interpretazioni

MORITURIS di Raffaele Picchio

Un gruppo di tre ragazzi italiani dell’alta borghesia romana e due ragazze straniere conosciute la sera prima, si recano in macchina nelle campagne un tempo teatro della rivolta dei gladiatori, alla ricerca di un rave party. Ma il rave non c’è e le intenzioni dei tre ragazzi potrebbero non essere così amichevoli come le ragazze speravano. Non è che l’inizio di un incubo allucinante di sopraffazione, violenza e morte che infesta il presente ma arriva dal passato.  Brutale incursione nel cinema horror indipendente italiano, questo “Morituris”, opera prima di Raffaele Picchio che ci regala 80 minuti di atmosfera nichilista ed opprimente. Seguendo una sceneggiatura diretta, priva di fronzoli, ma comunque efficace ad opera di Gianluigi Perrone, il film vede il solito gruppo di giovani che , nel corso della vicenda non si rivela per nulla piacevole e benintenzionato, accanirsi attraverso torture psicologiche e sessuali contro una coppia di ragazze straniere. Il bosco, scelto dai delinquenti come luogo del crimine, non si rivelerà però mossa azzeccata. Antichi spiriti, di spietati gladiatori, non aspettano altro che risorgere e rimettersi a lavoro di lama e

“Durante la morte” di Davide Scovazzo

Durante la morte di Davide Scovazzo è un cortometraggio dalla trama piena di corpi in putrefazione e che allo stesso tempo vuole lasciare spazio ai sentimenti. “Una storia romantica sulla putrefazione. Poesia della carne che si decompone”. Così si descrive, non senza debiti al decadentismo, il regista genovese, il quale ha già all’attivo cinque cortometraggi, che si contraddistinguono per la loro maniera personale di trattare l’alienazione (in particolare “Pink Film” e “Pink Forever”).

THE SLURP – GLI STRANI SUPEREROI

The Slurp – gli strani supereroi è un  lungometraggio composto da quattro episodi, ognuno dei quali vede impegnato  un   salvatore dell’umanità nella propria personalissima epopea quotidiana . Il film  girato in b/n e senza l’utilizzo del sonoro questo anche per motivi di budget  è un esperimento ben riuscito. Lo spettatore sarà incuriosito di vedere un film muto con didascalie vecchia maniera,  accompagnato da una colonna sonora  rock-punk anni ’50  e nella musica classica, con  l’inserimento di alcuni rumori di fondo.

Week End di Maurizio Gambini

Maurizio Gambini confeziona un corto di qualità grazie soprattutto al realismo dei suoi effetti speciali, eseguiti da Andrea Giomaro, davvero molto raro trovare delle creature così ben fatte all’interno di un lavoro autoprodotto. Un po meno originale la trama che si rifà al classico cinema di genere.

“Unfacebook” di Stefano Simone

Stefano Simone firma, il suo secondo lungometraggio, partendo anche stavolta da un racconto breve di Godiano Lupi, .sceneggiato da Pia Conoscitore, Dargys Ciberio e Antonio Universi.  Stefano Simone e mette in scena un violento thriller, che  si dipana lungo una trama poliziesca, con un commissario  che cerca di districarsi all’interno di una serie di efferati omicidi, scatenatasi all’improvviso in città, mentre dall’altra, si risolve in scene di omicidi e appostamenti, ad opera degli ipnotizzati templari ai danni dei concittadini peccatori.Il tutto  senza estreme scene di effettistica speciale, probabilmente a causa del budget . La sceneggiatura ha alcune pecche ma , il film in se è molto piacevole ed interessante.

Dispatch, diretto da Stefano Argenziano

Dispatch, firmato da Stefano Argenziano è un cortometraggio basato sul racconto di Sean Elwood. Sceneggiato dal regista con la collaborazione di  Antonio Maffei,  racconta la notte di lavoro di Tim, un telefonista del 911. Notte che, però, gli riserverà sorprese tutt’altro che piacevoli. Tra le telefonate “ordinarie”, che il telefonista gestisce con cordialità e consuetudine, s’insinua l’assurda chiamata di una donna ritrovatasi sul luogo di un inspiegabile massacro.

Monkey Boy

Agata è una ragazza autistica, figlia di un triste ispettore di polizia,vive dentro un mondo silenzioso,  imprigionata all’interno del suo  corpo, che diventa mera immagine, di ciò che sarebbe potuta diventare se le cose avessero preso una piega differente.  Sua madre si tolse la vita , dopo essere caduta nel baratro della depressione, lasciandole in eredità un paio di dadi, feticcio inseparabile e sua unica via di comunicazione con il mondo esterno. Fuori città, anch’esso isolato dal mondo,  rinchiuso nella sporca cantina di un casolare, vive una strana  creatura,un uomo scimmia (il Monkey Boy del titolo). Come la giovane infelice, anche l’uomo scimmia è legato ad una persona da cui dipende la sua stessa sopravvivenza e, come lei, si rapporta con il mondo